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	<title>QuartieriOnLine &#187; Benessere</title>
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		<title>NON È IL LATTE, MA LA MAMMA CHE RENDE I BIMBI INTELLIGENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:23:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il latte materno difende dalle allergie, produce anticorpi e sviluppa e rafforza il rapporto tra mamma e bambino, ma non favorisce l’intelligenza del bambino, almeno non direttamente.
Né gli acidi grassi né gli omega 3, infatti, influiscono sull’aumento del quoziente intellettivo.
Una ricerca della Food Standards Agency (Fsa), riportata dal Daily Telegraph, ha analizzato infatti, il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/allattamento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12265" title="allattamento" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/allattamento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il latte materno difende dalle allergie, produce anticorpi e sviluppa e rafforza il rapporto tra mamma e bambino, ma non favorisce l’intelligenza del bambino, almeno non direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Né gli acidi grassi né gli omega 3, infatti, influiscono sull’aumento del quoziente intellettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricerca della Food Standards Agency (Fsa), riportata dal Daily Telegraph, ha analizzato infatti, il rapporto tra alimentazione del neonato e sviluppo cognitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">In base allo studio, l’intelligenza dei bambini è fortemente associata a quella dei loro genitori e in particolare delle mamme.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, quindi, la madre intelligente tenderebbe ad allattare il piccolo al seno. &#8220;L&#8217;allattamento al seno &#8211; ha detto Sian Robinson della University of Southampton, che ha partecipato allo studio &#8211; è veramente importante per i neonati&#8221;. &#8220;Ma i nostri dati dimostrano che non è legata a una maggiore intelligenza. E neanche i cibi &#8216;rinforzati&#8217; con gli acidi grassi omega 3, detti anche acidi docosaesaenoici (Dha), sono associati a un più alto quoziente intellettivo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi acidi sono contenuti nel latte materno, nel pesce e in molte altre marche di latte artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca, quindi, non vuole mettere in discussione l’importanza del latte materno, ma solo sfatare un mito riguardo alle sue proprietà. “Soltanto – spiega Catharine Gale, altra autrice dello studio – che pensiamo che sia una questione che dipende dalla mamma, il vero ingrediente segreto che trasformerà il bambino in un Einstein&#8221;. Il quoziente intellettivo non ha alcuna relazione con i livelli di Dha che ricevono i bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante siano state riscontrate differenze intellettive tra i bambini allattati al seno e non, queste presunte prove sono scomparse quando i ricercatori hanno considerato l&#8217;intelligenza materna. Tuttavia, gli studiosi hanno concordato sulla necessità di ulteriori studi per comprendere meglio i reali effetti del latte materno sui figli.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, l’Organizzazione mondiale della sanità definisce l&#8217;allattamento al seno importante fino a sei mesi e consiglia di proseguirlo fino all&#8217;anno di vita, mentre dal settimo mese si introduce il divezzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il latte – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell&#8217;H. San Raffaele Resnati di Milano – ha tre tipi di vantaggi: dal punto di vista nutrizionale contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per soddisfare il bambino, lo protegge da virus e batteri, dalle allergie e da alcune malattie e, dal punto di vista psicologico, approfondisce e rafforza il rapporto madre-neonato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gesto non solo soddisfa il bisogno di cibo nel modo più spontaneo, ma costituisce per un bambino la più gratificante delle esperienze a livello sensoriale, emotivo ed affettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">“La poppata – aggiunge Graziottin – è un’esperienza piacevolissima e fondamentale per l’equilibrata crescita del bambino”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, ha un impatto cruciale sulla salute nelle età successive e, in particolare, sul rischio di malattie cardiovascolari, obesità e sullo sviluppo della funzione cognitiva. L’allattamento naturale, inoltre, permette di stabilire un buon rapporto madre-figlio. <span style="color: #993300;"><em>Tratto da</em></span> <strong><span style="color: #ff00ff;"><a href="http://www.donnacult.it">DONNA CULT</a></span></strong></p>
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		<title>ECCO GLI STILI DI VITA CHE PROTEGGONO GLI OCCHI</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:17:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche per proteggere la salute della vista è importante lo stile di vita. Lo confermano gli oculisti, riunitisi durante l’ultimo congresso nazionale della Società oftalmologica italiana (Soi), da cui sono emersi gli indirizzi fondamentali di comportamento per salvaguardare gli occhi.
La prevenzione della salute della vista, fin da bambini, passa attraverso semplici regole.
Anche qui il divieto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/oculista2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12262" title="oculista2" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/oculista2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anche per proteggere la salute della vista è importante lo stile di vita. Lo confermano gli oculisti, riunitisi durante l’ultimo congresso nazionale della Società oftalmologica italiana (Soi), da cui sono emersi gli indirizzi fondamentali di comportamento per salvaguardare gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">La prevenzione della salute della vista, fin da bambini, passa attraverso semplici regole.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche qui il divieto di fumo è tassativo, date le conseguenze circolazione dei vasi retinici e in generale dell&#8217;irrorazione sanguigna, oltre al massiccio carico di sostanze ossidanti e tossine racchiuse nella sigaretta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività fisica rafforza tutto l’organismo, quindi anche gli occhi: più ci si muove, più si stimola il sistema immunitario, consentendo al fisico di alzare le difese e reagire meglio a ogni “aggressione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Abituare i bambini a una dieta ad alto contenuto di verdure e frutta, perché la mantengano tutta la vita, limitando le proteine della carne rossa a vantaggio del pesce e riducendo, dopo i 50 anni, l&#8217;apporto di zuccheri.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin da piccoli, si consigliano controlli periodici dallo specialista: cominciando intorno ai 3 anni, per individuare eventuali difetti visivi, da correggere subito con lenti opportune.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda visita dovrebbe essere prevista in età scolare, proprio per evitare che eventuali vizi refrattivi compromettano il buon inserimento scolastico e l&#8217;apprendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Da adulti, un appuntamento obbligato per tutti si colloca attorno ai 40 anni, il momento ideale per scoprire un eventuale glaucoma in fase iniziale e verificare le condizioni della retina.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra tappa obbligata, a 65 anni, per intercettare i segni precoci di maculopatia ed intervenire prima possibile. Da quella data in poi, se i problemi sono assenti, i controlli dovrebbero ripetersi ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Si consigliano visite più frequenti, invece, alle persone che presentano problemi e ai familiari di ipertesi e diabetici. (QOL)</p>
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		<title>SAMBA: DIMAGRIRE E DIVERTIRSI SUI RITMI BRASILIANI</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’ora di samba fa bruciare calorie come una sessione intensa di palestra, ma è più divertente di corse sul tapis roulant e pedalate sulla cyclette. A ritmo di País Tropical, Filho maravilha e Mas que nada!, si può perdere qualche chilo e rassodare fianchi e gambe.
«Impegnarsi nel samba comporta un coinvolgimento del metabolismo aerobico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/samba.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12259" title="samba" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/samba-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un’ora di samba fa bruciare calorie come una sessione intensa di palestra, ma è più divertente di corse sul tapis roulant e pedalate sulla cyclette. A ritmo di País Tropical, Filho maravilha e Mas que nada!, si può perdere qualche chilo e rassodare fianchi e gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">«Impegnarsi nel samba comporta un coinvolgimento del metabolismo aerobico di media entità ma progressivamente crescente», spiega il medico dello sport Marcello Faina, direttore dell&#8217;Istituto di scienza dello sport del Coni. «Perciò è ideale per bruciare i grassi».</p>
<p style="text-align: justify;">Il samba, storicamente legato al Carnevale di Rio de Janeiro, è caratterizzato dal veloce ondeggiamento dei fianchi. Le competizioni nelle gare olimpiche prevedono l&#8217;esecuzione di molte figure in coppia, anche se c’è una variante famosa ballata individualmente. Così, anche nelle scuole ci si può allenare da soli o in coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ballo rassoda glutei, gambe, girovita e addominali, tutte zone critiche per lei, ma anche per lui, che così può buttare giù la pancetta. E i benefici riguardano anche i dilettanti: «Anche chi non ha mai saputo muovere quattro passi a ritmo di musica può iscriversi a un corso e ottenere buoni risultati», continua Faina.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi, comunque, bisogna usare delle precauzioni. «Soprattutto se praticato ad alti livelli, il samba, e il ballo in generale, sottopone il cuore a un impegno elevato», avverte il medico dello sport. «I cardiopatici, quindi, dovrebbero sottoporsi ad accertamenti clinici prima di lanciarsi nelle danze. Alcune cautele vanno adottate anche da chi soffre di patologie osteoarticolari, come l&#8217;ernia del disco».</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono due regole valide per tutti: l&#8217;allenamento deve essere graduale e progressivo, oltre che costante, se si vuole perdere peso.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la lezione, inoltre, bisogna bere molto per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. (QOL)</p>
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		<title>DEPURARE IL SANGUE CONTRO LA CELLULITE</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’inizio dell’anno è il momento dei buoni propositi, anche salutistici. Tra questi, l’ottima idea di controllare i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo, così, i processi di stress ossidativi e di degenerazione a livello vascolare.
Infatti, quando le pareti dei vasi si mantengono integre e il sangue può nutrire e ossigenare tutti i distretti corporei, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/tisana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12256" title="tisana" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/tisana-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’inizio dell’anno è il momento dei buoni propositi, anche salutistici. Tra questi, l’ottima idea di controllare i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo, così, i processi di stress ossidativi e di degenerazione a livello vascolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, quando le pareti dei vasi si mantengono integre e il sangue può nutrire e ossigenare tutti i distretti corporei, si tengono lontani i processi di invecchiamento precoce.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche nel processo di formazione della cellulite ha un ruolo fondamentale l’alterazione delle pareti dei piccoli vasi, che, se danneggiate, infiammate o indurite dal colesterolo, non riescono a trattenere al meglio i liquidi. Questi ultimi, quindi, trasudano all’esterno, generando una condizione di edema e di sofferenza cellulare, che innesca modificazioni in senso cellulitico del tessuto adiposo sottocutaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per depurare il sangue, riequilibrando i livelli di colesterolo e omocisteina, amminoacido con funzioni depurative che, se si deposita nei vasi, genera gonfiore, bisogna agire su due fronti: quello alimentare e quello delle cure erboristiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte alimentare, andrebbero eliminati o almeno ridotti, per almeno un mese, il sale e i grassi di origine animale, le carni rosse, i salumi e i formaggi stagionati, che contribuiscono a fare aumentare i grassi circolanti nel sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un’azione disintossicante sono indispensabili inoltre le vitamine, soprattutto quelle del gruppo B. in particolare:</p>
<p style="text-align: justify;">- La vitamina B6 è contenuta nei cereali integrali, nel lievito di birra, nella carne, nei vegetali verdi, nel germe di grano (in polvere o in olio).</p>
<p style="text-align: justify;">- La vitamina B12 è presente nelle uova, nel pesce, nel latte, nel fegato, mentre non è contenuta negli alimenti di origine vegetale.</p>
<p style="text-align: justify;">- L’acido folico (vitamina B10) è presente nei vegetali a foglia verde, nei latticini, nel lievito di birra, nei cereali integrali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fitoterapia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Miscele di piante “amiche della circolazione”, come cipresso, hamamelis, centella, ippocastano, meliloto, ginkgo, vite rossa, sotto forma di tisane o, in qualità più concentrate, come estratti secchi (in capsule), utilizzate a cicli di almeno un paio di mesi, svolgono un’efficace azione protettiva a beneficio della circolazione, riducendo l’edema e la permeabilità capillare, inibendo gli enzimi coinvolti nella degenerazione delle pareti vasali, esercitando un’azione antiflogistica e aumentando la resistenza dei vasi sanguigni. Ecco due ricette utili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tisana sgonfiante</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ingredienti: Vite rossa (30g), Ginkgo biloba foglie (30g), Rosa canina frutti (30g), Zenzero radice (10g)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Preparazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si prepara un infuso lasciando riposare per 15 minuti un cucchiaio di miscela d’erbe in una tazza di acqua bollente e poi filtrando. Se ne bevono due tazze al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il massaggio drenante</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A 30 ml di olio di mandorla aggiungete 15 gocce di olio essenziale di limone e 6 gocce di olio essenziale allo zenzero. Massaggiate una volta al giorno questo composto sulle gambe partendo dal basso. Per essere efficace, infatti, il massaggio depurativo va fatto partendo dalle caviglie e salendo verso i fianchi. <em>Tratto  da</em> <strong><a href="http://www.donnacult.it/">DONNA CULT</a></strong></p>
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		<title>FACEBOOK, IL CERVELLO PUÒ GESTIRE FINO A 150 CONTATTI</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:53:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio inglese ha scoperto che il nostro cervello non riuscirebbe a gestire più di 150 contatti all’interno di un social network come Facebook, probabilmente il più frequentato.
Infatti, la dimensione della neocorteccia, cioè la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio, limita le nostre performance alla gestione di circa 150 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/facebook23.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12252" title="facebook2" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/facebook23-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Uno studio inglese ha scoperto che il nostro cervello non riuscirebbe a gestire più di 150 contatti all’interno di un social network come Facebook, probabilmente il più frequentato.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, la dimensione della neocorteccia, cioè la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio, limita le nostre performance alla gestione di circa 150 persone.</p>
<p style="text-align: justify;">E chi ha un numero di contatti superiore? Secondo lo studio, sarebbero ‘false amicizie’, o meglio persone che, più o meno come nella vita reale, abbandonato lo status di &#8221;amici&#8221;,  entrano nella cerchia delle &#8221;conoscenze&#8221;, che si salutano ogni tanto e al massimo si vedono saltuariamente per un aperitivo. “La dimensione della neocorteccia, cioè la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio, limita le nostre performance alla gestione di circa 150 persone”, aggiunge Robin Dunbar, docente di antropologia evolutiva all&#8217;Università di Oxford, in Inghilterra, e autore dell’analisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarà davvero possibile avere 150 amici? (QOL)</p>
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		<title>NEVE O VACANZE ESOTICHE: COME PROTEGGERSI DAL SOLE</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:33:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le feste sono passate, ma c’è chi, proprio in questa stagione, ha in programma settimane bianche o weekend sulla neve, o chi deve partire per luoghi esotici, dove il sole colpisce sempre o l’estate è in pieno corso. Ecco, quindi, alcuni preziosi consigli del dermatologo Matteo Cagnoni, direttore dell&#8217;Istituto di ricerca e cura dermatologia globale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/sole-neve.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11802" title="sole neve" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/sole-neve-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le feste sono passate, ma c’è chi, proprio in questa stagione, ha in programma settimane bianche o weekend sulla neve, o chi deve partire per luoghi esotici, dove il sole colpisce sempre o l’estate è in pieno corso. Ecco, quindi, alcuni preziosi consigli del dermatologo Matteo Cagnoni, direttore dell&#8217;Istituto di ricerca e cura dermatologia globale (Irdeg) di Roma, per evitare scottature e danni a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">1) All’aria aperta usare sempre una crema protettiva, anche se il sole non c’è, perché con il cielo coperto passa comunque il 90% dei raggi ultravioletti.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Ai tropici, anche sotto l&#8217;ombrellone, la luce riflessa è pericolosa, quindi va usata lo stesso una crema protettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Neve, sabbia, acqua ed erba riflettono la luce solare potenziandone l&#8217;effetto sulla pelle .La neve è quella che riflette di più, fino all&#8217;80% degli ultravioletti; quindi, in montagna va applicata una crema con fattore di protezione molto alto. Ad altitudini elevate, inoltre, è più facile scottarsi perché le radiazioni ultraviolette di tipo B (responsabili di eritemi e ustioni solari) aumentano del 4% ogni 300 metri di altezza.</p>
<p style="text-align: justify;">4) Non tutti i filtri solari sono regolamentari. Bisogna utilizzare quelli che rispettano le indicazioni europee Colipa (European Cosmetic Toiletry and Perfumery Association), che garantiscono protezione sia dai raggi Uvb che dagli Uva, che non vengono bloccati né dai vetri delle auto né dalle vetrine dei negozi.</p>
<p style="text-align: justify;">5) Un filtro protettivo deve avere un indice di Spf (Sun Protection Factor) superiore a 6 (tra 6 e 10 è basso, tra 15 e 25 è medio, tra 30 e 50 è alto e oltre 50 è molto alto). Più è alto il fattore di protezione solare e più si resiste al sole.</p>
<p style="text-align: justify;">6) La crema protettiva va spalmata sulla pelle ogni ora, altrimenti perde la capacità protettiva. E in una quantità pari a 6 cucchiaini da caffè (30-35 grammi per ogni applicazione).</p>
<p style="text-align: justify;">7) Anche d&#8217;inverno vale la regola di non esporsi mai al sole tra le 11 e le 16. L&#8217;abbronzatura più sana e duratura è quella della mattina prima delle 11 e dopo le 16, quando i raggi colpiscono obliquamente.</p>
<p style="text-align: justify;"> <img src='http://www.quartierionline.eu/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Ai tropici il rischio è maggiore, perché il sole deve attraversare uno strato di atmosfera più sottile, quindi le radiazioni arrivano sulla superficie terrestre molto più intensamente. In questi luoghi bisogna esporsi meno e utilizzare creme a protezione molto alta ogni ora, bere molta acqua e possibilmente assumere betacarotene per bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">9) Infine, attenti alle lampade abbronzanti perché i raggi ultravioletti sono 15 volte più potenti di quelli del sole e quindi è una pratica più rischiosa soprattutto per chi ha pelle e occhi chiari. Mai sottoporsi a più di 10 sedute l&#8217;anno, con intervalli di almeno 48 ore. (QOL)</p>
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		<title>PARTO NATURALE, DURANTE IL TRAVAGLIO SI PUÒ MANGIARE E BERE</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:28:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/donna-parto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11799" title="donna parto" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/donna-parto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Durante un parto naturale, le donne dovrebbero avere la possibilità di mangiare e bere ciò che vogliono: è il risultato, per certi versi rivoluzionario, di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell&#8217;East London Hospital Complex di East London (Sud Africa) guidati da Mandisa Singata e pubblicato su Cochrane Systematic Review. Secondo gli studiosi, la prassi di vietare alle partorienti l&#8217;assunzione di liquidi e alimenti durante il travaglio non ha alcun fondamento scientifico se le partorienti non necessitano di anestesia, e non influisce sul rischio di insorgenza di complicanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il secolo scorso, assumere cibi o bevande durante il travaglio veniva considerato pericoloso a causa dei danni, anche letali, dovuti alla &#8216;&#8217;sindrome di Mendelson&#8221;, una polmonite che si verifica per l&#8217;inalazione del cibo rigurgitato a causa dei succhi gastrici che hanno un effetto tossico sui polmoni, evento che può verificarsi in caso di anestesia totale per il parto cesareo.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, tuttavia, l’atteggiamento su questo tema ha cominciato a cambiare e in molti reparti di maternità, in particolare nel Regno Unito, le donne possono mangiare e bere quello che vogliono.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la ricerca gli studiosi hanno preso in esame i dati di 3.130 donne in gravidanza, dividendole tra chi mangiava e beveva a volontà, chi beveva solo acqua, chi assumeva prodotti specifici e chi bilanciava liquidi e carboidrati. Risultato: &#8221;non vi e&#8217; alcun motivo che giustifichi il digiuno completo delle donne in travaglio se sono a basso rischio di complicanze e non necessitano, quindi, di anestesia &#8211; spiega Mandisa Singata -. Le partorienti dovrebbero essere in grado di scegliere autonomamente se mangiare o bere durante il travaglio, oppure no&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le donne in travaglio a rischio anestesia, invece, non si può essere certi che mangiare e bere non provochi alcun rischio, quindi bisogna aspettare i risultati di ulteriori ricerche prima di fornire raccomandazioni specifiche. (QOL)</p>
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		<title>CARIE, ADDIO TRAPANO: ARRIVANO I RAGGI AL PLASMA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:23:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Entro 5 anni, le carie non si cureranno più con il trapano, ma con lampi di gas plasma freddo che, spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente. La soluzione arriva dalla Germania, precisamente dall’equipe di Stefan Rupf dell&#8217;università Saarland ad Amburgo.
La carie è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/dentista2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11796" title="dentista2" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/dentista2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Entro 5 anni, le carie non si cureranno più con il trapano, ma con lampi di gas plasma freddo che, spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente. La soluzione arriva dalla Germania, precisamente dall’equipe di Stefan Rupf dell&#8217;università Saarland ad Amburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">La carie è il risultato di un’infezione batterica che corrode smalto e dentina; oggi viene curata con il trapano, rimuovendo il tessuto infetto e quindi intaccando l&#8217;integrità del dente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8216;gas plasma&#8217; è costituito da una nube reattiva di particelle cariche elettricamente (radicali liberi) prodotta dall&#8217;azione di un forte campo elettromagnetico su acqua ossigenata vaporizzata. Secondo il Journal of Medical Microbiology, i lampi di plasma sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali nel giro di pochi secondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo strumento si usa già per la sterilizzazione di strumenti chirurgici sensibili al calore, poiché la temperatura di questo processo con il plasma non supera i 50 gradi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il plasma usato dai ricercatori tedeschi è freddo e indolore. Gli esperti lo hanno testato su dentina estratta da denti umani e &#8216;cariata&#8217; dai due principali batteri della carie, Streptococcus mutans e Lactobacillus casei.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti hanno bombardato i denti in provetta per 6, 12 o 18 secondi e osservato che questo trattamento bastava ad eliminare il tessuto infetto. Più a lungo il dente è esposto al getto di plasma, maggiore è la densità di batteri eliminata. &#8220;Grazie alla bassa temperatura si possono uccidere i microbi preservando i denti&#8221;, spiega Stefan Rupf. In questo modo, evitando il contatto fisico con il dente, la carie guarisce senza trattamenti invasivi o dolorosi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La ricerca in questo campo ha fatto già enormi progressi &#8211; conclude Rupf &#8211; e da qui a 3-5 anni il trattamento clinico delle carie col plasma sarà realtà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta va ad aggiungersi ad un’altra dello scorso anno, che, secondo i ricercatori, non sarà utilizzata negli studi dentistici prima di quattro anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di scienziati del Leeds Dental Institute ha scoperto una proteina che permette di riparare i buchi sulla superficie smaltata dei denti in modo naturale, &#8216;attirando&#8217; i minerali che formano lo smalto nello stesso modo in cui il corpo crea i nuovi denti. La nuova proteina potrebbe essere usata anche per riempire i piccoli buchi sullo smalto dei denti che li rendono sensibili al caldo e al freddo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una novità che potrebbe interessare milioni di persone, visto che solo un italiano su 10 ha una bocca veramente sana, senza carie o infiammazioni. E il Nord risulta la zona più sana, seguita dal Centro. In particolare, quasi il 60% degli individui di età compresa tra i 13 ed i 18 anni ha già avuto almeno una lesione cariosa. E fra i giovani in età tra i 19 e 25 anni c&#8217;è invece una prevalenza di patologia superiore all&#8217;80%. (QOL)</p>
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		<title>SCARPE DA GINNASTICA, PEGGIO DEI TACCHI ALTI?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:19:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le scarpe da ginnastica e da corsa, considerate solitamente tra le più confortevoli e spesso usate anche in città, proteggono il piede durante l&#8217;attività fisica, ma danneggiano le articolazioni, perché trasferiscono gli impatti con il suolo alla caviglia, ginocchio ed anca.
È quello che hanno scoperto gli scienziati dell&#8217;Università di Charlottesville (Usa): &#8220;Le scarpe da ginnastica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/scarpe-ginnast.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11793" title="scarpe ginnast" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/scarpe-ginnast-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le scarpe da ginnastica e da corsa, considerate solitamente tra le più confortevoli e spesso usate anche in città, proteggono il piede durante l&#8217;attività fisica, ma danneggiano le articolazioni, perché trasferiscono gli impatti con il suolo alla caviglia, ginocchio ed anca.</p>
<p style="text-align: justify;">È quello che hanno scoperto gli scienziati dell&#8217;Università di Charlottesville (Usa): &#8220;Le scarpe da ginnastica applicano una forza sulle articolazioni anche maggiore dei tacchi alti&#8221;, hanno dichiarato i ricercatori, il cui studio è stato pubblicato su PM&amp;R: The journal of injury, function and rehabilitation.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sostengono che la corsa a piedi nudi sia più naturale e meno dannosa per i piedi. &#8220;Abbiamo studiato 68 corridori privi di precedenti come ferite e distorsioni. I volontari hanno corso per 20 km alla settimana in scarpe da ginnastica ed a piedi nudi. Abbiamo quindi confrontato i due stili di corsa, e scoperto che quando si corre con le scarpe da ginnastica si aumenta la forza di torsione della caviglia, anca e ginocchio. Questa forza è minore se si corre a piedi nudi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La forza applicata sulle articolazioni da queste scarpe sarebbe, addirittura, paragonabile a quella che si subisce indossando i tacchi alti. &#8220;La struttura delle scarpe da ginnastica moderne, piene di cuscini e solette, è stata disegnata per migliorare la posizione del piede ed è diventata uno standard accettato dalle industrie&#8221; commentano i ricercatori. &#8220;Tuttavia, non ci sono prove scientifiche che questi accorgimenti migliorino la salute del piede dei corridori. Le scarpe da corsa dovrebbero imitare l&#8217;effetto di correre a piedi nudi, senza però rinunciare a proteggere il piede&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudia Borgia (QOL)</p>
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		<title>LE LEZIONI MOVIMENTATE AIUTANO L’APPRENDIMENTO DEI RAGAZZI</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:14:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come nel film “L&#8217;attimo fuggente”: fare lezione in movimento aiuta gli studenti ad apprendere meglio. Uno studio University of Virginia (Usa), presentato a Londra alla conferenza della Boys&#8217; School Coalition, dimostra che sono soprattutto gli studenti maschi a risentire maggiormente di questo influsso positivo.
Se, infatti, le ragazze hanno maggiore abilità con le parole, raccolgono più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/lezioni.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11790" title="lezioni" src="http://www.quartierionline.eu/wp-content/uploads/2010/01/lezioni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Come nel film “L&#8217;attimo fuggente”: fare lezione in movimento aiuta gli studenti ad apprendere meglio. Uno studio University of Virginia (Usa), presentato a Londra alla conferenza della Boys&#8217; School Coalition, dimostra che sono soprattutto gli studenti maschi a risentire maggiormente di questo influsso positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, infatti, le ragazze hanno maggiore abilità con le parole, raccolgono più rapidamente gli stimoli esterni e gestiscono meglio l’impulsività, gli studenti di sesso maschile hanno una più spiccata percezione dello spazio, una maggiore predisposizione all’attività fisica e una tendenza innata ad imparare attraverso il tatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli esperti, gli insegnanti potrebbero quindi coltivare queste differenze, esaltandole. “Gli studenti sono &#8216; orientati al movimento &#8216; – dice Abigail Norfleet James, che ha coordinato i test – e, a differenza delle ragazze, che guardano il proprio interlocutore in faccia, tendono a non guardare il professore se spiega seduto dietro la cattedra”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Via libera quindi – conclude la ricercatrice – ad un approccio pragmatico, a lezioni &#8216;movimentate&#8217;, a gruppi di lavoro dinamici e a tutte le strategie didattiche in grado di canalizzare l&#8217;energia degli adolescenti nelle performance di apprendimento”. (QOL)</p>
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