A ROMA BIBLIOTECHE APERTE AGLI STRANIERI
ROMA – Valorizzare il plurilinguismo e favorire l’integrazione. Sono questi i principali obiettivi che hanno spinto il Servizio Intercultura della Capitale a far sì che le porte delle biblioteche di Roma e provincia aprissero anche agli stranieri. Dai gialli di Agatha Christie in romeno a Pippi Calze Lunghe in polacco, al Bhagavadgita con testo sanscrito a fronte a Giufà, sarà possibile per chiunque consultare libri in lingua originale. Non mancheranno poi corsi, mostre e dibattiti affinché la lettura possa diventare un mezzo di aggregazione tra i popoli. E’ quanto ha affermato Gabriella Sanna, responsabile del Servizio Intercultura delle biblioteche romane: “Oggi gli immigrati sono l’8% dei nostri utenti e dei nuovi iscritti: un’incidenza superiore a quella degli stranieri sulla popolazione di Roma. Da un lato intendiamo valorizzare il plurilinguismo, dall’altro vediamo la biblioteca come spazio laico, alternativo a chiesa e moschea, che può diventare luogo di integrazione”. Da qui, l’organizzazione di vari corsi d’italiano, presenti in vari municipi, dalla Borghesiana a Ostia al Prenestino. A Marconi, dov’è molto alta la presenza delle donne, ce n’è uno dedicato alle donne, mentre quello al Pigneto è dedicato ai cinesi. Importante sottolineare inoltre l’efficacia del portale Romamultietnica.it, che oltre alle news settimanali offre una guida della città in base alle nazionalità presenti a Roma. Al via inoltre il progetto “Storie del mondo”, dedicato alle scuole con lo scopo di proporre la lettura dei classici indiani, africani e sudamericani. In provincia invece si intitola “Biblioteche dal mondo” l’iniziativa dedicata all’apertura di uno scaffale multiculturale in 8 Comuni a forte presenza straniera. Il primo è stato inaugurato il 20 ottobre a Ladispoli, nei prossimi giorni sarà la volta di Anzio, Bracciano, Fiumicino, Lanuvio, Mazzano Romano, Tivoli e Zagarolo. Ogni scaffale ospiterà circa 200 volumi, dai classici dei Paesi d’origine, a manuali bilingue, riviste e giornali. “La nostra popolazione è in continua evoluzione – ha affermato Cecilia D’Elia, assessore alle Politiche Culturali della Provincia – e anche le nostre politiche devono farlo. La sfida è far si che le biblioteche diventino un luogo in cui i migranti, oltre che utenti, possano essere sempre più protagonisti”. (QOL)
